I.L.O. "UETP Alma Mater" - Università of Bologna


Numero scheda

232

Titolo

Recettori olfattivi nei vertebrati
Vascolarizzazione cerebrale
Cellule staminali

Settore

Biochimico

Descrizione

Caratterizzazione molecolare dei recettori olfattivi nei vertebrati e loro modificazioni in seguito all’esposizione ad agenti inquinanti. Effetti prodotti dall’esposizione (per 4 giorni) a bassa concentrazione di rame (30µg/l) in esemplari adulti di Tilapia marine e di Poecilia reticulata. I risultati ottenuti con l’impiego della colorazione con Fluoro Jade-B dimostrano che il trattamento determina la morte per necrosi dei neuroni olfattivi. Processo di riparazione mediante l’impiego di tecniche immunoistochimiche con anti-PCNA e anti-GAP-43.
Analisi delle caratteristiche della vascolarizzazione cerebrale e caratterizzazione enzimatica dell'endotelio cerebrale dei vertebrati. Gli studi sulla vascolarizzazione del SNC hanno evidenziato due principali modelli. Il modello più diffuso, presente nei mammiferi euteri, nelle tartarughe, nei pesci e negli anfibi anuri è rappresentato da singoli capillari anastomizzati in una rete tridimensionale. Il secondo modello è formato da capillari appaiati che partono dalla meninge, penetrano nel parenchima nervoso e terminano con un’ansa ad U. Questo modello è presente negli anfibi aurodeli, nei sauri e nei marsupiali. L’impiego combinato di tecniche di microscopia ottica, elettronica a trasmissione ed a scansione associata alla tecnica dei calchi vascolari in resina ha permesso di dimostrare che in Lacerta è presente il modello di vascolarizzazione a vasi doppi. In questo caso è stata indagata la distribuzione della GLUT-1, un’isoforma del trasportatore del glucosio, comunemente considerata un marker molecolare caratteristico della barriera emato-encefalica.
Caratterizzazione cellulare e molecolare delle cellule staminali. Lo studio sulle cellule staminali ha lo scopo di determinare le condizioni di cultura ottimali per dirigere cellule multipotenti nel differenziamento in differenti linee cellulari. Le cellule staminali embrionali derivate da blastocisti sono in grado di differenziarsi in vitro in varie linee cellulari, quali neuronale, emopoietica, epiteliale, vascolare, muscolare liscia e cardiaca, adiposa e condroide. La tipologia di differenziamento dipende dal microambiente della cultura cellulare. Per anni si è ritenuto che la matrice extracellulare fornisse unicamente il substrato d’attacco per le cellule, più recentemente si è osservato che la matrice extracellulare svolge un ruolo fondamentale nell’adesione cellulare, nella migrazione ed anche nel differenziamento cellulare. Poiché durante lo sviluppo embrionale le cellule staminali devono migrare ed interagire con il loro microambiente, sono state allestite co-culture tridimensionali su collagene di cellule staminali embrionali di Rhesus con fibroblasti o cheratinociti umani irradiati. Le osservazioni dimostrano che, in queste condizioni, le cellule staminali producono un proprio repertorio di molecole trasformando il microambiente in una nicchia dove si accrescono e si differenziano. Piccole variazioni del microambiente possono modificare il tipo e/o la quantità di proteine prodotte dalle cellule staminali, condizionando pertanto la direzione del differenziamento cellulare.
Applicazioni:
- campo terapeutico (potenzialità rigenerative di vari tessuti animali).




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