I.L.O. "UETP Alma Mater" - Università of Bologna


Numero scheda

100

Titolo

Meccanica delle strutture

Settore

Edile

Descrizione

- Sviluppo e applicazione di modelli di comportamento di materiale e struttura e formulazione di metodi per l’analisi della risposta strutturale.
- Studio della riduzione e controllo delle vibrazioni strutturali sia con la realizzazione di strutture multistrato vere e proprie, dove la compagine strutturale comprende costituenti aventi funzione attiva (costituente elettroelastico) o passiva (smorzante, costituente viscoelastico), sia con specifici elementi multicomponenti, ancora con tipologia multistrato, impiegati con funzione di smorzatori o attuatori e per questo collegati alla compagine strutturale ma non integrati.
- Sviluppo di modelli di continui bidimensionali multistrato con l’obiettivo di elaborare e sviluppare modelli di continuo con struttura, comprendenti tanto l’aspetto morfologico (continuo multistrato), quanto l’aspetto di rappresentazione del comportamento meccanico. Entrambi gli aspetti sono collegabili nella formulazione di un modello sintetico (trave, lastra, guscio in materiale multistrato) di tipo arricchito dal punto di vista sia delle proprietà costitutive che della descrizione cinematica.
- Studi sulla diffusione di una sostanza in un mezzo elastico. E’ un fenomeno nel quale le grandezze di carattere meccanico, deformazione e tensione, e di carattere diffusivo, concentrazione e densità di flusso di massa, interagiscono dando luogo a un problema accoppiato, il problema elastodiffusivo. Il fenomeno riveste importanza concreta sotto vari aspetti. Ad esempio, in un metallo contenente impurità di idrogeno, l’effetto macroscopico che ne deriva è l’infragilimento locale, dovuto al concentrarsi dell’idrogeno in punti di maggiore variazione della deformazione (hydroge nembrittlement). Nelle applicazioni, l’analisi del problema elastodiffusivo è convenientemente condotta col metodo degli elementi finiti, ed è usualmente impostata e sviluppata assumendo spostamento e concentrazione come variabili, estendendo così l’approccio compatibile proprio della trattazione del problema elastico al caso diffusivo. Di fatto, però, l’accoppiamento elastodiffusivo coinvolge lo stato tensiodeformativo da un lato e la distribuzione di concentrazione dall’altro, e pertanto sembra immediato pensare a un modello per lo svolgimento dell’analisi elastodiffusiva nel quale tali quantità siano direttamente rappresentate. Rispetto al tradizionale modello tridimensionale, che richiede una descrizione onerosa e per certi versi inutilmente dettagliata, si viene così a realizzare una conveniente alternativa per la simulazione del comportamento strutturale finalizzata al controllo delle vibrazioni. Nella modellazione si include anche l’accoppiamento tra la parte tensio-deformativa e quelle elettrica, viscosa e termica, che può rivestire importanza determinante nel comportamento dei costituenti elettroelastico e viscoelastico. L’obiettivo della ricerca per l’approccio agli sforzi di elostodiffusività è costituito dallo sviluppo di un metodo di risoluzione per elementi finiti del problema elastodiffusivo impostato su un approccio agli sforzi per la parte elastica e nella concentrazione (ovvero compatibile) nella parte diffusiva. In tale approccio le grandezze coinvolte nel legame elastodiffusivo sono direttamente rappresentate, cosa che consente di ottenere una impostazione più conveniente del problema. Inoltre è possibile ottenere una informazione diretta, oltre che su spostamento e concentrazione, anche sullo sforzo, e ciò risulta importante nelle applicazioni quando è richiesta una conoscenza accurata delle grandezze che caratterizzano la parte elastica del problema.




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